fbpx

E’ importante prendersi cura della propria salute riproduttiva e sessuale fin dalla giovane età, poiché in questa fase della vita diverse patologie o comportamenti scorretti e dannosi possono compromettere la fertilità futura.
Malattie sessualmente trasmissibili

Attraverso i rapporti sessuali è possibile contrarre malattie pericolose anche per la salute riproduttiva. Oltre a patologie molto gravi come l’AIDS, esistono altre infezioni a cui fare attenzione.
Tra queste malattie, una fra le più insidiose è l’infezione da Chlamydia: diffusissima e senza sintomi manifesti, causa circa il 50% delle infiammazioni pelviche. Per approfondire consulta la scheda Clamidia nel sito www.uniticontrolaids.it.
Colpisce soprattutto donne molto giovani, sessualmente attive, dai 15 ai 21 anni.
Spesso non ci si accorge dell’infezione anche per 10 o 15 anni, periodo in cui la Chlamydia può arrecare danni all’endometrio e alle tube di Falloppio, provocando sterilità.
Questa infezione rappresenta inoltre un fattore di rischio anche per la fertilità maschile, causando uretrite, epididimite e prostatite.
Uno degli strumenti per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili è il preservativo (condom), da utilizzare sempre fin dall’inizio del rapporto. È consigliabile comunque approfondire le informazioni sulle misure di prevenzione da adottare consultando il proprio medico di fiducia.
Malattie apparato genitale femminile
L’endometriosi è una malattia molto diffusa e una delle più frequenti cause di sterilità (in Italia ne soffrono circa tre milioni di donne).
Spesso trascorrono molti anni prima di diagnosticarla. Nel frattempo può aver prodotto danni irreparabili. Riconoscerla è particolarmente difficile perché i sintomi sono indistinguibili da quelli tipici dell’intestino irritabile o dell’infiammazione pelvica. In genere comunque si manifesta con il dolore.
Questa malattia comporta una proliferazione dell’endometrio, tessuto che riveste la superficie interna dell’utero e che si forma e cresce in una zona “anomala” come ad esempio le ovaie e il peritoneo.
Tale tessuto risponde alla stimolazione ormonale mensile, per cui cresce e si sfalda ciclicamente. Non riuscendo però ad “uscire” dal corpo attraverso la vagina, come nelle normali mestruazioni, ristagna nell’organismo dando vita ad un’infiammazione cronica degli organi su cui è cresciuto.
A lungo andare si possono sviluppare aderenze che irrigidiscono gli organi e ne impediscono il funzionamento, causando infertilità.
Nelle forme più gravi, l’endometriosi può diventare invalidante sia fisicamente che psicologicamente e incidere sulla qualità di vita.
Tra le cause ovariche, la principale causa di infertilità anovulatoria è la sindrome dell’ovaio policistico, con una prevalenza del 18% nella popolazione generale. Per approfondire consulta gli opuscoli della campagna Quello che non so di me e la pagina endometriosi.
Le patologie che colpiscono le tube, in particolare la malattia infiammatoria pelvica (PID), sono responsabili di infertilità nel 25-35%dei casi, mentre tra le cause uterine di infertilità si riscontrano le malformazioni dell’utero (unicorne, bicorne, didelfo, settato, arcuato), associate peraltro ad un aumentato rischio di aborti precoci e parti prematuri.
Altra patologia molto diffusa ed associata ad infertilità nel 5-10% dei casi è la fibromatosi uterina, responsabile anche di un considerevole tasso di aborti spontanei.
La patologia tumorale ginecologica si presenta spesso prima dei 40 anni, determinando anche un significativo stress psicologico nella maggior parte delle pazienti per la perdita di fertilità correlata alla malattia e al trattamento.
Malattie apparato genitale maschile

Il criptorchidismo è la mancata discesa del testicolo alla nascita: il rischio di infertilità nei pazienti con criptorchidismo è tra le 2 e 6 volte maggiore rispetto alla popolazione normale, sebbene la prognosi ad oggi sia radicalmente cambiata grazie alla precocità degli interventi di correzione e all’eventuale ricorso a tecniche di Procreazione medicalmente assistita.
Altra comune patologia dell’apparato riproduttivo maschile è il varicocele.
Si tratta di un’anomala dilatazione delle vene che circondano il testicolo, dette vene spermatiche. Quando queste vene sono dilatate e incontinenti si verifica un reflusso patologico di sangue venoso dall’addome al testicolo, con conseguente ristagno di sangue, aumento della temperatura, accumulo di sostanze potenzialmente dannose e scarsa ossigenazione. Interessa circa il 10-20% della popolazione maschile.
L’epoca in cui si manifesta più frequentemente è quella dello sviluppo puberale, cioè tra gli 11 e i 16 anni.
Il varicocele, se di grado elevato, può portare  nel tempo ad una diminuzione progressiva del potenziale di fertilità, causando alterazioni del numero, ma soprattutto della motilità e morfologia degli spermatozoi.
Per fare diagnosi di varicocele è sufficiente la visita medica e la palpazione dei testicoli. L’indagine strumentale principale nella diagnosi e nella valutazione del varicocele è l’eco-colordoppler testicolare.
Dal momento che il varicocele può portare ad una alterazione della qualità del liquido seminale, è indispensabile eseguire anche un esame del liquido seminale con studio morfologico degli spermatozoi e valutazione della fertilità. Attualmente esistono diversi trattamenti; se necessario, l’andrologo potrà identificare il trattamento più idoneo.
Infine i tumori testicolari di cui in Italia, si verificano 1500 nuovi casi l’anno. I recenti progressi terapeutici ne hanno radicalmente cambiato la prognosi, anche se questi stessi trattamenti possono ripercuotersi negativamente sulla fertilità. Si è vista comunque una frequente buona ripresa della spermatogenesi 1-2 anni dopo il trattamento. Prima di intraprendere radio o chemioterapia, è comunque spesso indicato il congelamento di spermatozoi per la conservazione nelle apposite banche del seme.

Fonte: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=65&area=Vivi_sano

CategoryGinecologia

© 2016 - Sanitas Care
Tutti i diritti sono riservati. Vietata la riproduzione anche parziale del sito e dei contenuti del sito. Le informazioni contenute in questo sito non devono essere intese come sostitutive del parere clinico dei medici, pertanto, non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi o di automedicazione. La visita medica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.
Credits

In caso di emergenza        +39.333.2931495

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi